Il fondatore di Tesla, Elon Musk vuole rinunciare al suo stipendio per i prossimi 10 anni. Lavorerà senza percepire compenso ma avrà diritto a dei premi di produzione (in azioni) ogni volta che l’azienda aumenterà il suo valore in Borsa. (oggi Tesla vale 59,3 miliardi di dollari). Il primo obiettivo, per avere diritto al primo premio di produzione, è fissato a quota 100 miliardi. Dopo questo primo obiettivo si procederà a blocchi da 50 miliardi alla volta.

Dunque senza il raggiungimento degli obiettivi Musk non percepirà nemmeno un dollaro. Se Tesla invece riuscirà ad ottenere una capitalizzazione di 650 miliardi di dollari, Musk otterrà circa il 12%. Che significherebbe 78 miliardi di dollari.

La scommessa su Tesla

Tesla
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Si tratta probabilmente del piano retributivo più duro della storia. Il primo obiettivo sarà il raggiungimento di quota 100 miliardi di valutazione per Tesla, dopodiché si procederà a step di 50 miliardi fino al raggiungimento dell’obiettivo finale di 650 miliardi di dollari. Musk dunque non percepirà nessun tipo di compenso né bonus, scatti di anzianità o azioni finché il gruppo non avrà raggiunto gli obiettivi.

Il piano retributivo sarà lungo 10 anni e diviso in 12 “tappe finanziarie”. Ogni volta che verrà raggiunto un traguardo intermedio, Musk incasserà circa 1,68 milioni di azioni (ovvero l’1% della società).

L’azienda ha rilasciato una nota ufficiale in merito:

“L’unico compenso di Musk sarà un premio di performance al rischio del 100%, che garantisce l’erogazione dello stipendio solo se gli azionisti di Tesla saranno adeguatamente remunerati”

Questo nuovo piano retributivo è simile a quello del 2012, ma molto più ambizioso. Nel 2012 infatti Musk veniva pagato ogni 4 miliardi di aumento del valore di Tesla e al raggiungimento di altri obiettivi di produzione.

Si tratta di una mossa tutt’altro che insolita, infatti sono molti i grandi manager che hanno legato i loro compensi ai risultati delle loro aziende. La cosa inusuale è il fatto di avere sviluppato questo piano retributivo su una logica “tutto o niente“.

Di fatto però Elon Musk si conferma come uno dei più grandi manager del nuovo millennio, e nei momenti più delicati punta sempre su sé stesso.

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