L’accademia Reale delle Scienze di Svezia ha assegnato il Premio Nobel per l’Economia 2016 al britannico Oliver Hart, dell’Università di  Harvard, ed al finlandese Bengt Holmström, del Mit di Boston, per il loro “contributo alla teoria dei contratti”.

Tecnicamente non si tratta di un Nobel vero e proprio, ma di un premio della Banca di Svezia per le scienze economiche, in memoria di Alfred Nobel, da 8 milioni di corone, circa 830 mila euro.

Tra le motivazioni che hanno spinto la giuria ad assegnare il prestigioso premio si legge:

«I vincitori di quest’anno hanno sviluppato la teoria dei contratti, uno schema esauriente per analizzare diverse problematiche dell’architettura contrattuale, come la retribuzione basata sulla performance per i top manager, le deduzioni e le coretribuzioni nelle assicurazioni e la privatizzazione delle attività del settore pubblico».

L’economia moderna è un sistema assai complesso e regolato da molteplici meccanismi, anche non elementari, e ci sono ambiti in cui c’è un inevitabile conflitto d’interessi, per esempio basti pensare al rapporto tra il possessore di un’automobile e l’assicurazione, il contratto è uno strumento che mira a creare un equilibrio di oneri e benefici tra ambe due le parti.

 

Oliver Hart
Oliver Hart, vincitore Nobel Price in Economic Science 2016

Il britannico Hart, sin dagli anni ’80, aveva approfondito una tematica nuova, quella dei “contratti incompleti”, cioè contratti in cui è impossibile includere tutte le situazioni e le aree decisionali di organizzazione aziendale, aprendo nuove frontiere in campi diversi, che vanno dall’economia al diritto.

 

 

 

Bengt Holmström
Bengt Holmström, vincitore Nobel Price in Economic Science 2016

Holmström ha dimostrato come un “principale” (per esempio l’azionista di un’azienda)  debba progettare un contratto ad un “agente” (l’amministratore delegato della sua azienda), in modo tale da dargli libertà su alcune attività, che non possono essere controllate direttamente dal principale, e da regolare il compenso in maniera proporzionata al raggiungimento di un traguardo. Il contratto, secondo il finlandese, deve bilanciare sia i rischi che i benefits, per aumentare la produttività e per assumersi le responsabilità nella gestione aziendale.

I due economisti hanno analizzato ed elaborato un apparato dinamico per l’organizzazione aziendale, non solo per regolare i rapporti contrattuali, ma anche per situazioni differenti, come quelle in cui è più o meno consigliata l’operazione di fusione, o in cui è opportuna la privatizzazione di scuole, oppure prigioni, statali.

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