IKEA: l’ utilizzo delle megafabbriche per una produzione globale

IKEA è il colosso della produzione modulare

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IKEA, l’azienda multinazionale conosciuta per i prodotti d’arredamento venduti in tutto il mondo, nasce in Svezia nel 1943. Il nome IKEA è acronimo delle iniziali del suo fondatore Ingvar Kamprad e di Elmtaryd  e  Agunnaryd, rispettivamente, il casolare e il villaggio svedese nei quali è cresciuto.  Cominciando a vendere articoli di uso quotidiano quali penne, fiammiferi, orologi, bustine di semi e decorazioni, Kamprad, ad appena 17 anni, decide di investire la somma di denaro donatagli dal padre come premio per lo studio, per dar vita ad una propria attività. Tuttavia, è solo nel 1950 che acquista la sua prima fabbrica di mobili in vendita e diventa cliente dei piccoli mobilifici della zona in cui vive, e nel 1951 viene realizzato e pubblicato il suo primo catalogo. L’idea di base è quella di spedire al cliente i mobili non montati ma bensì tutti da comporre autonomamente. In questa fase per Kamprad vendere ad un prezzo molto basso è possibile,  consegnando direttamente ai clienti i prodotti a domicilio.  Il primo negozio viene aperto nel 1958 ad Älmhult , in Svezia,dove tre anni prima viene trasferita la sede centrale. Da questo momento in poi, IKEA passa dall’acquistare e rivendere mobili e complementi d’arredo a produrli in modo esclusivo, focalizzandosi sullo sviluppo di un design tutto suo. Il 1965 è un anno importantissimo dal momento che viene inaugurato, a Stoccolma, il Mercato di circa 6,000 m2, simile ad un grande mercato tradizionale, un ambiente che esiste ancora oggi e nel quale è possibile acquistare lampade, cornici, poster, articoli per bambini, articoli per ordinare la casa, strumenti da cucina, vetro, porcellana, tappeti, verde, tessuti, biancheria da letto e biancheria da bagno.

Oggi IKEA, si estende su scala globale con i suoi 345 centri di vendita con un fatturato registrato nel 2013 che si aggira attorno ai 29,2 miliardi di euro. Ogni anno circa 500 milioni di clienti all’anno visitano i negozi dell’azienda che,  leader nel suo settore, gestisce una rete di circa 1000 fornitori diffusi in 55 paesi.

Quando si parla di IKEA ci si riferisce inevitabilmente al concetto di “integrazione”: tutti i prodotti IKEA sono sviluppati e disegnati in funzione della produzione, della logistica, dell’immagazzinamento e del commercio. Le business units fondamentali sulle quali si fonda l’organizzazione IKEA sono infatti:

  • Produzione /Approvvigionamenti
  • Distribuzione/ Logistica
  • Vendita

Qual è dunque la strategia vincente del colosso IKEA? Secondo Porter, l’obiettivo finale di una strategia è quello di raggiungere un alto ritorno sull’investimento. Il focus è quello della creazione di valore economico, di redditività e ciò può avvenire solo se si riescono a creare i presupposti per poterlo fare in modo duraturo, nel lungo periodo. Se dunque è giusto affermare che si ha una strategia quando si sceglie di competere in maniera diversa rispetto ai propri concorrenti perché si mira a essere unici, IKEA ci sta sicuramente riuscendo. L’obiettivo, per IKEA, è colpire il target di clienti particolarmente sensibili al prezzo che desiderano, cioè, acquistare prodotti ad un prezzo conveniente senza però rinunciare allo stile, alla funzionalità e alla qualità. Si tratta di studenti, giovani, famiglie ai quali IKEA chiede di scegliere da soli, trasportare personalmente i prodotti da acquistare e cimentarsi autonomamente nell’assemblaggio dei vari componenti e moduli. E per i clienti che vogliono il prodotto già pronto per l’utilizzo, IKEA, con un costo aggiuntivo, ha a disposizione un personale specializzato pronto a rendere il servizio richiesto. La produzione a livello globale ha reso possibile la rapida diffusione capillare dei prodotti in tutti i paesi del mondo, in tempi record, grazie all’utilizzo delle megafabbriche e di 5  enormi impianti localizzati in Europa. In Polonia risiede il più grande impianto che si occupa interamente della produzione del legno: ogni anno vengono prodotti ben 30 milioni di armadi, scrivanie e sedie. I prototipi di ogni articolo nascono ad Älmhult, sede centrale, dove vengono fabbricati mobili da cucina. Se per realizzare certe categorie di prodotti si può contare sull’automazione meccanizzata spinta, per altre è necessario il lavoro manuale degli operatori umani. Basti pensare alla classica produzione del divano sfoderabile Ektorp: personale altamente specializzato del reparto tessile si occupa di ritagliare, cucire e far aderire i tessuti in maniera estremamente precisa. Stesso discorso vale per la produzione delle poltrone. Selma, la poltrona “libro”, unisce ergonomia, estetica funzionale e design grazie alla possibilità di “sfogliare” letteralmente schienale e sedile ottenendo una divertente composizione di immagini.

La qualità dei prodotti IKEA è garantita grazie al collaudo di tutti i prodotti fabbricati che avviene presso il più grande impianto situato vicino Älmhult . Qui 22 tecnici di laboratorio eseguono fino a circa 50,000 collaudi l’anno, per testare resistenza, forza e durata di prodotti nuovi e vecchi. Ciò che conta è simulare situazioni quanto più possibile realistiche mediante l’utilizzo di robots. Ad esempio, per la produzione del divano Ektorp, delle presse metalliche esercitano delle spinte che, simulando l’azione ripetuta di un essere umano che si siede e si alza, in due giorni, si ripetono per circa 50.000 volte. In questo modo viene testata la flessibilità, l’imbottitura, assicurandosi che non ci siano cedimenti di alcun tipo e che la comodità del divano resti per un lungo periodo di tempo. Ci si accerta inoltre che il poliuretano che costituisce l’imbottitura dei divani abbia una elevata resistenza alle fiamme. La verifica, in questo caso, tiene conto di tre fattori principali: il tempo di diffusione delle fiamme, il peso finale del divano e i tempi di estinzione del fuoco. A seconda dei risultati ottenuti è possibile affermare se il test è positivo o meno.

La corretta gestione dei rapporti di fornitura costituisce, senza ombra di dubbio, una delle capacità distintive di IKEA nell’ottica di un Global Sourcing focalizzato sul costante monitoraggio del mercato delle forniture, sull’instaurarsi di interazioni costanti con i fornitori, sul mantenimento dei contatti con i fornitori potenziali e sulla valutazione dei fornitori stessi.

IMAGE CREDITS: MUNTERS.IT
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Francesca Granatiero nasce a San Giovanni Rotondo, classe 1988. Frequenta il Liceo Scientifico a Manfredonia per poi intraprendere, conseguito il diploma, la facoltà di Ingegneria Gestionale presso il Politecnico di Bari. Iscrittasi al corso di Laurea Magistrale in Ingegneria Gestionale presso lo stesso Politecnico di Bari consegue il titolo di Esperto in sistemi (SGA) per la gestione delle PMI. Diventa referente e scrittrice per la rivista Close-up Engineering nel settembre 2014 ad oggi. Consegue la laurea in Ingegneria Gestionale Magistrale nel dicembre 2015. Pur avendo un’impronta scientifica e assorta nell’ affascinante mondo dell’ingegneria, è molto appassionata di letteratura classica. D’indole “sognatrice” nel tempo libero ama leggere e viaggiare.

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