Tanti sono i fan italiani che non sono riusciti ad accaparrarsi un biglietto per il tanto atteso concerto dei Coldplay a Milano, in programma il 3 luglio 2017. Molti di loro erano incollati al pc aspettando di acquistarli su Tiketone o Live Nation alle ore 10.00 dell’8 ottobre ma, immediatamente, l’entusiasmo ha lasciato il posto all’amarezza: sold out in pochissimi minuti. Esauriti migliaia di biglietti, molti dei quali però, poco dopo, erano in vendita su siti di Secondary Ticketing  con prezzi raddoppiati o addirittura triplicati. Dopo poco più di un’ora è stata aggiunta, inaspettatamente, una nuova data per il giorno successivo, il 4 Luglio, e la storia si è ripetuta: migliaia di biglietti esauriti in una manciata di minuti.

Ma dove sono finiti questi biglietti? E, soprattutto, come è possibile che i biglietti siano disponibili nell’immediato su siti come Viagogo e Seatwave? Queste sono le domande poste da numerosissimi fan dei Coldplay, che hanno cominciato a protestare tanto da attirare l’attenzione di Confconsumatori e della Procura di Milano, la quale ha fatto partire un’indagine, arrivando all’inserimento nel registro degli indagati dell’amministratore delegato di Live Nation Italia ed ex amministratore di Vivo Concerti.

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Live Nation e Ticketone non sono gli organizzatori degli eventi, ma solo canali di distribuzione e vendita. Perciò, i fan acquistano i biglietti online oppure presso i rivenditori autorizzati ripartiti su tutto il territorio nazionale, da cui vengono aggiunti al costo del biglietto solo la prevendita e i diritti di vendita. Il meccanismo si inceppa quando i biglietti passano sottobanco oppure tramite software capaci di aggirare le procedure di sicurezza dei siti autorizzati, consentendo di acquistare in blocco migliaia di biglietti e inserirli in siti di vendita paralleli, con prezzi anche 4 o 5 volte quello di partenza, guadagnando la differenza tra prezzo finale e iniziale.

L’inchiesta è duplice: da una parte chi e come aggirava le limitazioni di acquisti online e, dall’altra, la messa in vendita dei biglietti sul mercato secondario. L’ipotesi di reato è quella dell’associazione a delinquere finalizzata alla truffa.

In seguito ad un servizio televisivo in cui sono emersi legami commerciali tra promoter Live Nation e Viagogo, soprattutto perchè si tratta di star internazionali del calibro dei Coldplay e “The Boss” Bruce Springsteen, il mondo della musica ha preso subito le distanze da tutto ciò: numerosi cantanti italiani, come Tiziano Ferro, Vasco Rossi, Marco Mengoni, Elisa, Ligabue e tanti altri,  hanno lasciato dichiarazioni di sdegno per l’accaduto, rimettendo al centro dell’attenzione, in primis, i propri fan.

Questa è una pagina vergognosa della storia dell’intera economia discografica italiana, perché un concerto non è mai solo un concerto, ma è anche una moltitudine di emozioni. Il vero reato, dunque, è proprio privare i fan di tutto questo.

Con siffatto episodio si dimostra non solo la fragilità dell’industria di organizzazione e di distribuzione degli eventi, ma anche l’evoluzione del bagarinaggio che, spinto da ragioni economiche, approda online, favorendo l’arricchimento di pochi a discapito di tanti che, pur di essere presenti al concerto del proprio cantante preferito, comprano biglietti a prezzi maggiorati e senza alcuna certezza in canali secondari di vendita.

Copertina dell'album "A head full of dreams", Coldplay
Copertina dell’album “A head full of dreams”, Coldplay

Il problema di fondo è stato sicuramente anche di carattere valutativo: domande e offerta non erano stati stimati correttamente, o per lo meno l’organizzazione non era tale da garantire trasparenza e sicurezza. I fan erano troppi, e il costo di partenza dei biglietti era abbordabile rispetto agli standard di altri artisti internazionali. Sempre da un punto organizzativo, non era neanche stata annunciata una seconda data e quindi molti, dopo esser stati al pc per più di un’ora, sono andati via; altri, invece, arrivando in ritardo hanno trovato inaspettatamente ancora dei posti disponibili per la seconda data.

Nel frattempo anche il Governo si è espresso sulla questione, inserendo un emendamento alla legge di bilancio 2017, approvato il 24 novembre 2016. La legge prevede multe da 5mila a 180mila euro, la rimozione dei contenuti e l’oscuramento, nei  casi più gravi, dei siti che vendono i biglietti senza essere autorizzati.

Una soluzione potrebbe essere la vendita nominale del biglietto come avviene già per eventi più piccoli in teatro, oppure la vendita gestita dalla location o direttamente dal team dell’artista, magari tramite la registrazione ai fanclub che però implicherebbe senza dubbio uno sforzo in più, o la messa in vendita dei biglietti poco alla volta, sfoltendo le file.

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